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Seminario: Utilizzazione naturalistica degli invasi a prevalente uso irriguo

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Il giorno 5 ottobre 2011, si è tenuto presso la Sala Convegni INEA (Via Nomentana, 41 - Roma) il seminario dal titolo: Utilizzazione naturalistica degli invasi a prevalente uso irriguo - Metodologia, analisi, linee guida.

La contrazione delle zone umide, in Italia legata storicamente agli interventi di bonifica e messa a coltura delle aree paludose, rappresenta uno dei fattori principali di alterazione degli equilibri naturali sui quali si fonda la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali, e conseguente perdita della biodiversità.

Il processo, che ha portato in 100 anni alla scomparsa dell’80% delle paludi italiane, sembra essersi finalmente interrotto, grazie all'affermarsi di una nuovo sensibilità ambientale e alla tutela che l’attuale legislazione accorda a questi ambienti naturali.

I bacini idrici artificiali (dighe e traverse fluviali) rappresentano una parte significativa del residuo patrimonio nazionale di zone umide, in particolare nelle regioni meridionali, mediamente più aride di quelle del nord. I Consorzi di Bonifica e gli Enti gestori di invasi artificiali sono quindi chiamati a contribuire alla conservazione e al miglioramento di questi affascinanti siti acquatici, il cui stato di salute ecologica costituisce, a ben guardare, la migliore garanzia di qualità delle acque erogate, oltre che la condizione per il raggiungimento e il mantenimento degli obiettivi di qualità stabiliti per i corpi idrici ai sensi del D.Lgs. 152/99. Nel contempo, la salvaguardia e la valorizzazione delle caratteristiche naturali possono costituire la base per un’utilizzazione degli invasi a scopo ricreativo, sportivo, turistico, produttivo, divenendo così occasione di sviluppo socio-economico del territorio.

Con queste premesse, il Commissario ad acta ex Agensud del MIPAAF e l’INEA hanno inteso sviluppare e porre a disposizione degli Enti preposti alla gestione delle dighe uno studio interdisciplinare volto ad analizzare le prospettive dell’utilizzazione naturalistica degli invasi. Al di là del rispetto dovuto a tutte le forme di vita, la conservazione e, se possibile, il rafforzamento delle dinamiche naturali e della biodiversità costituiscono, in ultima analisi, la garanzia del mantenimento di quelle condizioni di integrità ambientale e coerenza paesaggistica alla base di ogni oculata scelta programmatica.